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Sanificazione: l’inutilità e i rischi dell’ozono

Sanificazione: l’inutilità e i rischi dell’ozono

Una martellante pubblicità ingannevole

Di recente, abbiamo notato con preoccupazione un bombardamento mediatico di notizie e siti internet che propongono soluzioni riguardanti l’utilizzo dell’ozono per disinfettare ambienti e arredi, con lo scopo di prevenire la diffusione del Coronavirus responsabile della SARS-Cov-2. Alcuni arrivano persino a definire l’azione di questi apparecchi “sterilizzante”.

La nostra preoccupazione è rivolta alla leggerezza con cui questi apparecchi (che non hanno nessuna autorizzazione a fregiarsi del termine di disinfettante o sanificante ai fini dell’abbattimento del Coronavirus), vengano classificati come tali. Il termine più consono a questo tipo di apparecchiature, che non possiedono neanche l’autorizzazione quali  dispositivi medici, sarebbe  igienizzanti, che nulla ha a che fare con la disinfezione. Questo è un particolare di estrema importanza, in quanto il messaggio che alcune aziende stanno diffondendo con martellante veemenza mediatica, fa credere che un ambiente trattato con tali dispositivi possa essere idoneo all’accoglienza e sicuro sotto l’aspetto microbiologico. La presentazione che accompagna questi prodotti ad  ignari utilizzatori. è quindi fuorviante.

Infatti l’attuale normativa prevede che “Tutti i prodotti che vantano in etichetta un’azione di disinfezione e sono classificabili come prodotti biocidi e/o Dispositivi Medici, debbano essere posti in commercio solo dopo aver ottenuto una specifica autorizzazione alla commercializzazione da parte del Ministero della Salute o della Commissione Europea. Anche i prodotti che riportano l’indicazione del termine “sanitizzante/sanificante” si considerano rientranti nella definizione di prodotti biocidi e pertanto sono sottoposti al relativo regime autorizzativo”.

Distinguiamo i “giocattoli” dai Dispositivi Medici

In merito ad apparecchiature che vantano azioni disinfettanti e/o sanificanti sempre il Ministero della Salute specifica che: “I dispositivi medici disciplinati dal decreto legislativo n. 46 del 1997 (cioè tutti quelli che non sono né impiantabili attivi, né diagnostici in vitro) sono suddivisi in quattro classi (classe I, II a, II b e III), secondo le regole di classificazione specificate nell’allegato IX dello stesso decreto. I dispositivi di classe I sono quelli che presentano minori rischi sotto il profilo della sicurezza, i dispositivi di classe III sono quelli di maggiore criticità”.

I danni della pubblicità ingannevole

In questi ultimi giorni abbiamo avuto modo di parlare con molti responsabili e titolari di aziende, oltre che organi istituzionali e associazioni di soccorso, i quali hanno acquistato anche a prezzi non certo popolari questi apparecchi, confidando che tali trattamenti potessero eliminare fino al 99,99% di tutti batteri, soprattutto quelli patogeni, ed in particolare il Coronavirus responsabile della  SARS-Cov-2.

Tutto questo riferito anche a trattamenti di aree di rilevanti dimensioni, dato che a questi clienti era stata garantita, da parte di chi gli ha proposto e venduto tali apparecchi, un’azione di disinfezione grazie ad una capacità biocida, sanificante e persino sterilizzante. Basta digitare in qualsiasi motore di ricerca internet i termini “Ozono” e  “Coronavirus” per vedere comparire pagine e pagine di queste “mirabolanti” soluzioni. 

I rischi per la salute

Concludiamo sottolineando che oltre a quanto esposto in precedenza, è preoccupante la sottostima del rischio di esposizione diretta e indiretta a tali trattamenti: infatti, come evidenzia il sito della European Chemical Agency, il limite di esposizione professionale all’ozono è bassissimo. Infatti l’ozono generato in situ per l’igienizzazione delle superfici, comporta dei rischi e delle controindicazioni importanti. Resta inoltre il tema dell’evidenza scientifica, al momento inesistente, dell’attività disinfettante dell’ozono nei confronti del Coronavirus responsabile della SARS-Cov-2.

Intossicazione da ozono: Di cosa si tratta

La molecola di questo gas è estremamente reattiva, in grado di ossidare numerosi componenti cellulari, fra i quali amminoacidi, proteine e lipidi. I casi più eclatanti di intossicazione si hanno sul lavoro, ma anche un’esposizione continua può causare danni non facili da individuare e un calo delle difese immunitarie molto deciso. Insomma, l’ozono è un gas pericoloso.

Gli effetti sul corpo umano

L’ozono allo stato puro è un gas azzurrognolo dal caratteristico odore aspro, pungente. E’ facile da riconoscere soprattutto dopo un temporale: il classico profumo di fieno appena tagliato. Ma si tratta di un gas inerte che ha precisi effetti sull’uomo. Alla concentrazione di 0,008-0,02 ppm (15-40 µg/mc), è possibile già rilevarne l’odore; a 0,1 ppm provoca una irritazione agli occhi ed alla gola per la sua azione nei confronti delle mucose. Concentrazioni superiori causano irritazioni all’apparato respiratorio, tosse ed un senso di oppressione al torace che rende difficoltosa la respirazione. I soggetti più sensibili, come gli asmatici e gli anziani possono essere soggetti ad attacchi di asma anche a basse concentrazioni. Alla concentrazione di 1 ppm provoca mal di testa e a 1,7 ppm può produrre edema polmonare. In presenza di altri ossidanti fotochimici, di biossido di zolfo e di biossido di azoto, l’azione dell’ozono viene sempre potenziata per effetto sinergico.

Il pericolo ozono negli spazi chiusi

In luoghi chiusi, con concentrazioni elevate, l’ozono può portare alla morte. Numerosi casi di gravi intossicazioni sono state riferite per i lavoratori addetti alle saldature, in quanto vi è un maggior irraggiamento di radiazioni UV nell’ambiente e, di conseguenza, una formazione di ozono in loco. Studi sugli animali dimostrano che il gas può ridurre la capacità del sistema immunitario di combattere le infezioni batteriche nel sistema respiratorio. Tutte queste patologie si riferiscono ad esposizioni relativamente brevi, le conseguenze derivate da un’esposizione per vari anni a concentrazioni non elevate sono ancora poco chiare (si sospetta comunque una notevole influenza nell’aumento delle allergie).

Approccio alla intossicazione da ozono

Gli eventuali disturbi correlati alla presenza dell’ozono in genere terminano se i soggetti colpiti soggiornano in ambienti salubri. Il soccorritore può somministrare al paziente ossigeno. Il problema diventa più grave se l’azione di questo gas serra è ripetuta nel tempo sui polmoni in via di sviluppo dei bambini. In questi casi può ridursi la funzionalità polmonare.  I soggetti più sensibili alle intossicazioni sono: pazienti asmatici oppure con patologie polmonari e cardiovascolari, gli anziani, le donne incinte, i bambini, chi fa attività fisica sostenuta all’aperto (lavoro, sport, svago), perché l’aumentata attività fisica causa un aumento della respirazione (che si fa anche più profonda).

Concludendo

A seguito di quanto esposto fin’ora, riteniamo che gli interventi di sanificazione mediante ozono o l’acquisto di generatori di ozono siano delle costose e PERICOLOSE perdite di tempo e soldi. Esistono altri presidi ben più efficaci, autorizzati dal Ministero della Salute, in grado di sanificare REALMENTE e a ciclo continuo (H24, 7/7), gli ambienti in cui dobbiamo vivere professionalmente. Vi invitiamo a leggere con attenzione la nostra guida a riguardo e a contattarci per avere informazioni utili sui dispositivi medici approvati dal Ministero della Salute, in grado di decontaminare efficacemente l’aria e le superfici da tutti i tipi di virus RNA e DNA, inclusi quelli SARS CoV-2.

Lasciate perdere l’ozono!!

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